Nel buio una luce

Uguale raggio mi chiude
in un centro di buio,
ed è vano ch’io evada.
(S. Quasimodo)

Come sempre sei venuta un po’ tardi
per l’abituale visita del pomeriggio,
ricorderai, certo ne sono, quel sogno
della passeggiata sotto la luna piena,
nonostante il paesaggio di montagna
c’era pure un vago odore di mare,
e l’altro giorno ti parlavo d’una luce
che mai si spegne e nel buio mi guida
ove si perdono i passi, essere ciechi,
lo so, non è il maggior danno che soffre
l’uomo sulla terra, senti, amore, e aveva
la tua voce il magico suono della bocca
che mi baccia nei sogni più cari, senti,
mi dicevi, e guardami negli occhi, sì,
guardami bene, tu per niente cieco e
dagli occhi cambianti tra monti e mare,
parli di luce e buio e notte e giorno,
passi perduti, e d’esser cieco sotto
i raggi d’una luce che mai si spegne
e che s’intuisce sia quella del sole
e della luna, qual viso di donna,
credi, verrà chiuderti gli occhi
prima di spegnersi per sempre
la luce dei tuoi sogni?

(progetto lirico interrotto: “…la musa nascosta”, © text@music, 2013)